E dell’ingratitudine del tempo che passa
E con gelo assoluto
Ci dimentica
Che cosa dovremmo dire?
Se a dimenticarci per prima
Sono le persone
Restano dentro delle abitudini che urlano per venire fuori
I baci al risveglio
I piedi incrociati alla fine di un letto
E ritrovarsi alla sera sempre più stanchi
E nonostante tutto andare avanti
Lottare, superare prove d’amore
Sacrificarsi
Sacrificare
Stringere i denti
Nascondere le lacrime
E I brutti sentimenti
Per poi nel correre dell’altro
Piano piano sparire
Diventare invisibile
O motivo di disprezzo
E ci si sente esclusi
Ci si sente delusi, traditi
Ci si sente senza un pezzo
E io ora sono un cane randagio
Maltrattato e abbandonato
Che non si fida più dell’uomo che ha amato
Ma che continua ad amare perché un cane non può smettere di amare il suo padrone
Sono stata abbandonata in superstrada
E adesso scappo
Da tutto e da tutti
A volte mi prende una macchina
Ma mi rimetto in piedi
Scappo, corro, non so da chi o da cosa
Forse dalla mia ingenua fiducia tradita
Mi sento in pericolo
Ad ogni kilometro
Abbaio è mordo
E non mi lascio prendere
Non mi lascio avvicinare
Per paura di amare ancora di quell’amore
Che un certo punto a scelto di lasciarmi sola
Su questa autostrada
Che non so dove porta
Spero solo che in qualche modo
mi riconduca all’amore e alla vita

Silvia Canonico 🖋

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