La pioggia

Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quale fragile ardore
sillabava e moriva.

L’ infinito tendeva
ori stralci di rosso
profumando le pietre
di strade lontane.

Mi abitavano i sogni
odorosi di muschio
quando il fiume impetuoso
scompigliava l’ oceano.

Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quanti nastri di strade
annodavano il cuore .

E la pioggia piangeva
sciugandosi al vento
sopra tetti spioventi
di desolati paesi.

Alda Merini

Vorrei…

Vorrei strapparmi la camicia
Vorrei salvarmi dalle tutte le brutture del mondo
trovare la forza di tacere
smettere di scrivere
di pensare
di fare.
Vorrei camminare nudo
su una strada di terra e fango
bagnarmi di pioggia nel freddo della sera
attraversare la notte
fino al mattino.
Vorrei parlarmi come se fossi un bambino
con una voce che non fa rumore
perdermi in quegli occhi innocenti
regalarmi un dolore che non fa male
una carezza senza calore.
Vorrei strapparmi il petto
per toccarmi il cuore
vederlo battere
scoprire se ho un’anima
il suo colore.
Vorrei avere la forza di gridare senza il timore di svegliarmi
e il coraggio di scappare
senza la paura di trovarmi.
Gio Porta
Camicia bianca, dipinto di Salef Zec

Mare….

C’ è un mare tempestoso come poche altre volte là fuori.

E io non faccio altro che pensare a quanto sarebbe bello essere là in mezzo.

Non mi fa paura, anzi.

Mi attira e mi carica.

Forse mi assomiglia.

So solo che vorrei essere lá, su una nave a volare tra quelle onde impetuose .

#the-michs-stuff

Qui io mi fermo.

C’è pace ed io qui sto bene e se stai bene sei a casa

Avatar di quellostrano1980quellostrano1980

Nanà (Qui, io mi fermo. 5 aprile 2017)

Infinite volte ho sentito l’impulso irrefrenabile di voler essere in posti lontani, esotici, solitari o metropolitani. L’immaginare una vita completamente diversa dal solito quotidiano, dai momenti di tensione, di amarezza, di delusione.

“Casa è dove stai bene con te stessa” ultimamente lo leggo in ogni dove, ed io? Io sono stata bene in molti posti, ho avuto la fortuna di viaggiare molto e godere di posti favolosi e gente meravigliosa. “Conoscere i luoghi per poterne assaporare la bellezza”, la frase preferita di mio padre, con lui ho iniziato a viaggiare per conoscere e il primo viaggio fu nella mia città natale. Come puoi dire se un luogo ti piace se non conosci prima i luoghi in cui vivi?

I fine settimana della mia infanzia passati a curiosare ogni angolo, monumento, portico, piazza di Padova fino a memorizzare storia, odori, visi, colori. E…

View original post 192 altre parole

Saper vivere è un’ arte…

Il vero dono
non è la vita
ma saperla vivere
così per come viene
solo per il semplice fatto
che c’appartiene
in tanti conducono un’esistenza
idonea a qualunque circostanza
altri invece credono di vivere
ma la loro è pura e semplice
sopravvivenza
ed è una dote innata
amare questa vita
per quanto dannata
fatta di frenetiche corse
e di anni spesi
sempre alla stessa fermata
spesso intervallata
da lunghe pause
di confuso silenzio
che si lascia interpretare
solo dal vento
che arriva a sconvolgerci
o a pettinarci dentro
quando a volte mi sento
come una foglia in autunno
che si muove in balia
del suo passeggero tormento
ma non c’è niente di poetico nella morte
e “saper vivere è un’arte”
non serve a niente scappare
o girarsi dall’altra parte
la vita è ora che accade
qualunque cosa sia
ciò che la precede
e io voglio rimanere
così
a prenderla ogni giorno
per come viene
e mai
come si conviene

Silvia Canonico

Utopia, verità e tempo. (io & Nanà)

. Non ho sposato il tempo, non voglio sapere cosa succederà domani, perché potrebbe essere il mio ultimo domani, ma forse è proprio questo il senso di libertà che ho tanto cercato. Non avrò eredità da prendere ma la speranza di aver lasciato un ricordo a chi ho incontrato.Nanà ♡

Avatar di quellostrano1980quellostrano1980

https://youtu.be/MzvwGeCbjiY

Utopia aveva una sorella maggiore

che si chiamava Verità senza errore

lanciava spesso un aquilone nel vento

su cui era scritto libertà con l’accento.

Le due sorelle trascorrevano il tempo

senza fermarsi mai neppure un momento

avvinte sempre quel aquilone

senza sapere, sapere ragione.

Ma troppo deboli le braccia delle fate

e troppo fini quelle dita delicate

strappò la fune il forte vento quel giorno

e l’aquilone più non fece ritorno.

Quell’incidente cancello la magia

le due sorelle separaron la via,

Utopia andò per il mondo a cercare

e Verità già pensava a sposare.

La Verità si sposava col Tempo

anche Utopia fu invitata all’evento,

“Non ti sposare resta libera che temi

guarda che le parole son seni!”

“E le parole sono semi hai ragione

ma per fiorire non è già la stagione”.

“Il tuo non è un matrimonio d’affetto

ti peserà questa casa e quel letto.”

Mentre Utopia…

View original post 488 altre parole

Se le mie mani potessero sfogliare

♡Lorca ♡

Avatar di quellostrano1980quellostrano1980

Pronuncio il tuo nome

nelle notti buie,

quando gli astri vanno

a bere alla luna

e dormono gli alberi

delle foreste cupe.

Ed io mi sento vuoto

di passione e musica.

Orologio impazzito che canta

morte ore antiche.

Pronuncio il tuo nome

in questa notte buia,

e il tuo nome suona

più lontano che mai.

Più lontano delle stelle,

più dolente della pioggia quieta.

Ti amerò ancora

come allora? Quale colpa

ha il mio cuore?

Se si alza nebbia

quale nuova passione m’attende?

Sarà tranquilla e pura?

Potessero le mie mani

sfogliare la luna!

(Federico García Lorca)

View original post

Le mie lune storte…

è pesante
questo tutto
e questo niente
che mi confonde
tra le pieghe del cuscino
ed un vento forte
mentre ancora mi trascino
le mie lune storte
appese al soffitto
come domande
in eterno conflitto
con le mie speranze
che hanno
le tue sembianze
che dettano al ritmo cardiaco
invasate danze
ed è pesante quest’esercizio fisico
fatto di tutto e di niente
che mi confonde
tra i miei occhi tumefatti
ed i tuoi
che sono sponde

Silvia Canonico

Bisogna essere sempre ubriachi.
Tutto sta in questo: è l’unico problema.
Per non sentire l’orribile fardello del
tempo che rompe le vostre spalle
e vi inclina verso la terra bisogna
che vi ubriacate senza tregua.
Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù,
a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
E se qualche volta sui gradini d’un
palazzo, sull’erba verde d’un fossato,
nella mesta solitudine della vostra
camera, vi risvegliate con l’ubriachezza
già diminuita o scomparsa, domandate
al vento, all’onda, alla stella, all’uccello,
all’orologio, a tutto ciò che fugge,
a tutto ciò che geme,
a tutto ciò che ruota,
a tutto ciò che canta,
a tutto ciò che parla,
domandate che ora è; e il vento, l’onda,
la stella, l’uccello, l’orologio
vi risponderanno: è l’ora di ubriacarsi!
Per non essere gli schiavi martirizzati
del tempo, ubriacatevi;
ubriacatevi senza smettere!
Di vino, di poesia o di virtù,
a piacer vostro.
Charles Baudelaire –