
o di intelligenza.” Jane Austen.





Fuoco
Abito un luogo di tutti colori
e vivo intorno ad un fuoco cangiante che coinvolge tutto
dove il sogno e la realtà sono un gioco in antitesi perenne
dietro ignari occhi chiusi
ci arrivo contando mille passi
un po’ verso su e un po’ verso giù
in un percorso di terra e di mare
di fumo e vapori che diventano nuvole
in continua trasformazione
costantemente
e così scorro nello scorrere
scorrendo ininterrottamente
in un perenne fluire fluisco
profondamente
nell’incessante divenire della moltitudine
colgo il senso del mutare continuo
nella rapidità del cambiamento mi dissolvo e mi riunisco
contemporaneamente mi raccolgo e mi disperdo
mi avvicino e mi allontano
armonicamente
incoscientemente
incomprensibilmente
illuso di vittorie che non sono tali
placo il tumulto di contrasti e di incoerenti contraddizioni
anteponendo la gloria eterna all’effimero
vivo tra le condizioni del divenire e l’identità dei contrari
facce opposte che danno senso e armonia alle contraddizioni che mi contraddistinguono
sono fuoco che si accende, si spegne e si riaccende
infinitamente
secondo un piano razionale
nel mutuo intreccio delle cose
nel quadro generale delle possibilità
vivo senza smettere di creare
la materia è inserita nel contesto
ma non ho nulla
e niente mi appartiene
l’anima canta insieme alle altre anime
ed ognuna si distingue
dissonantemente
e da posti diversi
sento il canto
che ascolto in silenzio accanto al fuoco
meglio così che nulla.
Gio Porta
Fire painting f31, opera di Yves Klein
Immaginare in fondo non è altro che una piccola meravigliosa voglia di vivere!
Nanà

Nanà (Pensiero libero 24 febbraio 2016)
immaginare…
quante volte usiamo questa parola legandola ad azioni fantastiche… sognare, desiderare etc..
sogno invece di immaginare qualcosa di realistico, immagino un fiore nato per caso tra muri di città cementificate… immagino il sorriso di un bimbo a cui porgi una caramella che non ha mai visto… immagino la meraviglia di udire un suono che non sia di bombe o spari… immagino la carezza sul viso piangente di un anziano abbandonato…. immagino la luce di occhi che riesce a illuminare il cuore di chi ama….
Immaginare in fondo non è altro che una piccola meravigliosa voglia di vivere!
Nanà

“Siamo anche le storie che abbiamo sentito,
le favole con cui ci siamo addormentati da bambini,
i libri che abbiamo letto,
la musica che abbiamo ascoltato
e le emozioni che un quadro, una statua,
una poesia ci hanno dato…”
Tiziano Terzani
Ferma le parole quando le lacrime danno un senso al dolore e alle tristezze, non è silenzio è espressione del tuo sentimento. Ferma le parole quando abbracci chi ami, non è silenzio, è il gesto che parlerà per te. Fermo le parole in un sorriso, quando ho bisogno di porgere un momento di serenità e non c’è silenzio migliore per regalare felicità. E fermo le parole quando non riescono a spiegare i pensieri, sarebbero falene suicide nella luce abbagliante. Ferma le parole se è il momento di usare un gesto, diventerà la parola giusta incisa nel cuore.
Nanà 💖

Nanà (Ferma le parole, se…16 luglio 2017)
Parole ostili, parole violente, parole arroganti, parole accondiscendenti, parole sensuali, parole complimentose, parole sentimentali, parole romantiche, parole speranzose, parole lacrimevoli, parole sensuali, parole amorevoli, parole oltraggiose, parole menzognere, parole… parole per ogni occasione. Parole che spesso non pensiamo prima di proferir parola, parole che usiamo a sproposito, parole che vengono travisate, parole che usiamo per ferire, parole per infatuare ed ingannare, e tante troppe parole usate per screditare. Ferma le parole quando le lacrime danno un senso al dolore e alle tristezze, non è silenzio è espressione del tuo sentimento. Ferma le parole quando abbracci chi ami, non è silenzio, è il gesto che parlerà per te. Fermo le parole in un sorriso, quando ho bisogno di porgere un momento di serenità e non c’è silenzio migliore per regalare felicità. E fermo le parole quando non riescono a spiegare i pensieri, sarebbero falene…
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Nella saliva
nella carta
nell’eclisse.
In tutte le linee
in tutti i colori
in tutti i boccali
nel mio petto
fuori, dentro
nel calamaio – nelle difficoltà a scrivere
nello stupore dei miei occhi
nelle ultime lune del sole
(il sole non ha lune) in tutto.
Dire “in tutto” è stupido e magnifico.
DIEGO nelle mie urine – DIEGO nella mia bocca
nel mio cuore – nella mia follia – nel mio sogno
nella carta assorbente – nella punta della penna
nelle matite – nei paesaggi – nel cibo – nel metallo
nell’immaginazione.
Nelle malattie – nelle rotture – nei suoi pretesti
nei suoi occhi – nella sua bocca
nelle sue menzogne.
(Frida Kahlo)