Niente è facile
se passi il tempo a sentirti debole
ti dicono che non hai futuro
se continui ad essere così fragile
continua a credere
che non puoi cadere
lascia un segno
crea un cratere
non essere invisibile
come chi accetta tutto
e resta sempre muto
pagando un prezzo troppo caro
rifiuta ogni aiuto
quello che ti appartiene è la tua vita
non guardarti indietro
se così non funziona
trova le palle per andare via
scrivila tu la tua storia

Marco Polani 🖋🖤

_ Tu non sai:

Ci sono betulle che di notte levano le loro radici,

E tu non crederesti mai

Che di notte gli alberi camminano o diventano sogni…

Pensa che in un albero c’ è un violino d’ amore,

Pensa che un albero canta e ride.

Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi diventa vita.

Te l’ ho già detto:

I poeti non si redimono,

Vanno lasciati volare tra gli alberi come usignoli pronti a morire.

Alda Merini 🖋🖤

Pater noster

Pater noster

Padre nostro che sei nei Cieli
Restaci
E noi resteremo sulla terra
Che qualche volta è così carina
Con i suoi misteri di New York
E i suoi misteri di Parigi
Che valgono almeno quello della Trinità
Con il suo piccolo canale a Ourcq
E la sua grande muraglia in Cina
il suo fiume di Morlaix
E le caramelle alla menta
Con il suo Oceano Pacifico
E le due vasche alle Tuileries
Con i suoi bravi bambini e le cattive persone
Con tutte le meraviglie del mondo
Che sono qui
Semplicemente sulla terra
Offerte a tutti
Sparpagliate
Meravigliate anch’esse della loro meraviglia
E col coraggio di non riconoscerla
Come una bella ragazza nuda ha il coraggio di non mostrarsi
Con le spaventose sventure del mondo
Che sono legione
Coi legionari
Con i torturatori
Con i padroni di questo mondo
I padroni coi loro sacerdoti i loro traditori la loro soldataglia
Con le stagioni
Con gli anni
Con le belle ragazze con i vecchi bastardi
Con la pagliuzza della miseria a marcire nell’acciaio
dei cannoni.

Jacques Prévert

Robert Doisneau, Jacques Prévert

Eccomi
al buio
senza luce
senza voce
senza nessun segno di pace
china a riflettere
questi pavimenti lerci
sono un ammasso
di stracci sporchi
sola e alla deriva
di una sponda che non ritorna
sotto la sua solita forma
ma cambia
e mi confonde
mi sbattono da ogni parte
queste onde
ho negli occhi una tempesta
io
sempre in guerra con me stessa
ne uscirò ancora vinta
e dopo ancora un’altra spinta
e sarò pronta a risalire
e giocarmi ua nuova partita
laddove
abita la vita

Silvia Canonico 🖋

Ogni soffio è un respiro

Non c’è che l’infinito spazio oltre l’orizzonte
anelli irregolari di principio e fine
il luccichio delle stelle e l’argenteo alone della luna sono l’unione perfetta

in perfidi riflessi mi perdo e rifletto
seguendo regole naturali
nutrendomi di fragili essenze

un ricordo aleggia come una lama affilata
solca l’anima fugace
e la mente si dimena intrappolata tra i fiori appassiti

palpeggi sentimentali l’alternarsi delle emozioni
desideri da capire
fugaci silenzi e attimi ancestrali

una fiamma illumina il buio della stanza
si consuma come un sussurro che non lascia sapore
solca profonde radici ma il vento cancella le impronte e porta via l’odore

il buio rende il mondo invisibile

cedo agli idealisti il nascondersi e nascondere
evitando d’espandere e mostrarsi
d’espandersi e mostrare

ogni soffio è un respiro
il sole schiarisce i colori aleggiando tra istanti passivi
perché di vita si vive

dal profondo abisso alla cima più alta sentimenti che vivono lenti e silenziosi

ho sentito la vita finire
ma non era la fine
non è la fine.

Gio Porta

Eolo, opera di Simone Fantini

Capita anche te, di dimenticare le facce delle persone? Cioè, pensi a una certa persona e fatichi a ricordarne i lineamenti.

Si, mi è successo … Chissà perché accade?

Io forse lo so … Quando una persona si confonde nei tuoi ricordi, vuol dire che è dentro di te, quindi non riconosci più la sua faccia perché ormai il suo spirito è nella tua anima, tipo che siete una cosa sola, i lineamenti non contano più, non esistono più, forse anche lo stesso ricordo paradossalmente non si può definire ricordo.

Però poi se ci pensi bene, i lineamenti “arrivano”, ti concentri, poi arrivano …

Si, anche questo è vero, però sfugge sempre qualcosa per completare l’immagine.

Quindi?

Quindi, è sempre la tua anima che suggerisce l’ultimo dettaglio, quello che non riesci a mettere a fuoco definitivamente … Diciamo che ciò che non vedi lo ascolti con il cuore.

Quindi il cuore e l’anima sanno dove guardare.

Il cuore e l’anima sanno “dove” vuoi guardare, e quel dettaglio mancante, diventa una visione perfetta che ascolti nello spazio rimasto vuoto tra un battito e l’altro, dove l’anima resta in silenzio il tempo non passa mai, il vuoto diventa un sospiro … Un bel sospiro da guardare, da sorridere.

Un ricordo …

Un sospiro …

Nitido …

Come un dettaglio.

Come uno spazio tra due battiti di cuore.

Dove l’anima resta in silenzio.

Un sorriso.

(Gianluca Nadalini)🖋

L’amore è tempo che fugge
È ansia nell’immaginare un futuro al suo fianco
Che non potrai mai sapere se si compie
Perché mai ci sarà dato in vita di comprendere
Il concetto del ” per sempre”
E si
L’amore è tempo che fugge
E quel terrore che ti prende
Nel pensare che sia sprecato
Che ti abbia invecchiato, peggiorato, migliorato
Cambiato
Che quel tempo non sarà ripagato
Ma l’amore è restare
Nonostante quella maledetta fretta di arrivare
È sedersi in quell’attimo
E goderselo da dentro
Perché l’amore è tempo che fugge e non torna
Un tempo decisivo
Che ci cambia
Ma c’è solo un tempo davvero sprecato
Ed è quello in cui
Non si è amato
Perché l’amore fa bene e fa male
Un giorno si rinasce e uno si muore
Ma il tempo
Quello arido e incerto
Senza sorriso
Con lo sguardo basso e Col cuore chiuso
È l’unico tempo
In cui
Non si è vissuto

Silvia Canonico 🖋

Ph. Tina Modotti

The King of Cool Jazz.

Adoro Chet ♡

Avatar di quellostrano1980quellostrano1980

#MinisteroCulturaMusicale

CHET BAKER
Un angelo.
Elegante nella sua sofferenza: zigomi alti, volto pallido.
Bello, maledetto e romantico come solo un grande jazzista può essere.

Chet Baker nasce in Oklahoma il 23/12/1929.
A 10 anni inizia a prendere lezioni per la voce e la tromba.
Ma abbandonerà gli studi, alternando il suo talento all’incapacità ad adattarsi alla vita in inesorabile tendenza all’autodistruzione.

02] CHET BAKER
Bello tale da ricevere l’appellativo di “White Narcyssus”, alterna la banda dell’esercito ai club di Los Angeles, imponendosi con un suono vellutato e intuizioni musicali straordinarie.

È il 1950 quando collabora con Stan Getz.
Verrà notato da Charlie Parker, che lo sceglie per un tour sulla West Coast.
A 20 anni entra nel circuito del Be Boop, ma anche in quello della droga.
“The Squirrel”: https://t.co/NA1JXKrzfi

Ai virtuosismi tecnici e ai tempi veloci del Be Boop, Chet contrappone uno stile intimo e sobrio, rilassato e morbido……

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Il cuore che ride

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.
Ci sono delle uscite.
Da qualche parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
Stai in guardia.
Gli dei ti offriranno delle occasioni.
Riconoscile, afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
La tua vita è la tua vita.
Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski 🖋

Canto alle donne

Io canto le donne prevaricate dai bruti
la loro sana bellezza, la loro “non follia”

il canto di Giulia io canto riversa su un letto
la cantilena dei salmi, delle anime “mangiate”
il canto di Giulia aperto portava anime pesanti
la folgore di un codice umano disapprovato da Dio.

Canto quei pugni orrendi dati sui bianchi cristalli
il livido delle cosce, pugni in età adolescente
la pudicizia del grembo nudato per bramosia,
Canto la stalla ignuda entro cui è nato il “delitto”
la sfera di cristallo per una bocca “magata”.
Canto il seno di Bianca ormai reso vizzo dall’uomo

canto le sue gambe esigue divaricate sul letto
simile ad un corpo d’uomo era il suo corpo salino
ma gravido d’amore come in qualsiasi donna.

Canto Vita Bello che veniva aggredita dai bruti
buttata su un letticciolo, battuta con ferri pesanti
e tempeste d’insulti, io canto la sua non stagione
di donna vissuta all’ombra di questo grande sinistro
la sua patita misura, il caldo del suo grembo schiuso
canto la sua deflorazione su un letto di psichiatra,
canto il giovane imberbe che mi voleva salvare.
Canto i pungoli rostri di quegli spettrali infermieri
dove la mano dell’uomo fatta villosa e canina
sfiorava impunita le gote di delicate fanciulle
e le velate grazie toccate da mani villane.

Canto l’assurda violenza dell’ospedale del mare
dove la psichiatria giaceva in ceppi battuti
di tribunali di sogno, di tribunali sospetti.
Canto il sinistro ordine che ci imbrigliava la lingua
e un faro di marina che non conduceva al porto.
Canto il letto aderente che aveva lenzuola di garza
e il simbolo-dottore perennemente offeso
e il naso camuso e violento degli infermieri bastardi.
Canto la malagrazia del vento traverso una sbarra
canto la mia dimensione di donna strappata al suo unico amore che impazzisce su un letto di verde fogliame di ortiche canto la soluzione del tutto traverso un’unica strada
io canto il miserere di una straziante avventura
dove la mano scudiscio cercava gli inguini dolci.

Io canto l’impudicizia di quegli uomini rotti
alla lussuria del vento che violentava le donne.
Io canto i mille coltelli sul grembo di Vita Bello
calati da oscuri tendoni alla mercé di Caino
e canto il mio dolore d’esser fuggita al dolore
per la menzogna di vita per via della poesia.

Alda Merini