Il bambino che voleva mangiare le nuvole..

IL BAMBINO CHE VOLEVA MANGIARE LE NUVOLE
( dedicata , con la speranza che diventi carezza )

Quand’ero bambino volevo mangiare le nuvole.
Ero fermamente convinto che si potesse fare e che gli adulti, gretti ed egoisti, lo negassero per tenerle tutte per loro, quasi fosse un segreto da non condividere con i piccoli , da tenere avidamente celato.
E passavo interi pomeriggi ad immaginare quale sapore potessero avere.
Forse dolce, ma non troppo.
Forse somigliavano alla farina di ceci , che le nonne tenevano da parte per le giornate di festa , quando facevano focacce gialle , bagnate di miele.
O forse sapevano di pane caldo, morbido e dolce se masticato a lungo fino a farne emergere gli zuccheri.
O forse avevano il gusto delle castagne o delle patate americane o della zucca al forno o di tutte le cose che si mangiavano di rado, nei giorni speciali , nei momenti felici.
Le nuvole stavano là come a sfidarmi , ed io stavo qua sotto ad aspettarle, come a dire : – “ Prima o poi, sarete mie, prima o poi vi avrò “.
Invece le nuvole, qualche anno dopo, ebbero il sapore di ferro , cordite e fuoco e fischiavano forte il rumore della guerra , non erano più candide , avevano il colore del fumo e della paura.
Le ingoiai ed erano amare ed io non ero più bambino.
Di anni ne sono passati e non ho dimenticato.
Sono stato tra le nuvole anch’io , le ho richiamate una ad una, le ho cavalcate come fossero spuma di mare ed erano di nuovo dolci e buone.
Ora le guardo dalla finestra di casa e quando diventano scure ho un nodo al petto : una paura lontana ed un freddo che agli altri non posso raccontare ma che io conosco fin troppo bene.
Poi abbasso gli occhi e ti penso e sento lontana la tua voce che dice : “ Vecchio, andrà tutto bene “ ed allora sorrido senza che nessuno lo veda e penso che ho ancora voglia di mangiare le nuvole e che sono sicuro abbiano il tuo sapore, ora che i giorni di festa portano il tuo nome e che tu stringi ancora più forte le mie mani.

Carolina Turroni

Pause

Avatar di quellostrano1980quellostrano1980

Pause. (Nanà, 1 Luglio 2016)

Avete mai scalato una montagna? Si cammina per ore nei sentieri sempre più impervi tra boschi e mulattiere di massi rocciosi, cammini cammini e sembra non si riesca mai a raggiungere la vetta, è lì che ti guarda e sembra che qualcuno la allontani, stai per rinunciare, chiedendoti chi te l’ha fatto fare… poi ti giri un momento per vedere la strada percorsa, ed è lì che resti a bocca aperta, tutto è sotto di noi, e noi siamo lì, a metà strada tra terra e cielo. Ed è quello il momento in cui mi fermo, mi ritaglio un momento di pausa, dalla scalata, dalla vita, dalla, fatica e dal dolore e osservo. Osservo il paesaggio e la gente che lo vive, e rifletto sul cammino che ognuno di noi ha già percorso e quello che ancora dovrà fare. alle persone che incrociamo e a…

View original post 80 altre parole

Tempo..

il tempo non vale niente
il tempo non esiste;

come può spaventarci
come può guarirci
qualcosa che non esiste?

il tempo esiste soltanto
perché pensiamo ch’esista
di sicuro, non ci libera;

il tempo
toglie.

Gianluca Lanceri 


dipinto di Stefano Invernizzi
fonte: bit.ly/1Rksq42

Perché l’ amore…

_Perchè l’amore è un  salto nel buio senza rete.

Perché non si può amare poco e amare tanto. Si ama o no. 

Perché  l’amore è un treno con i finestrini oscurati di cui non conosci la destinazione e nemmeno perché sei davvero salito, ma è un viaggio che non potevi non fare. 

Perché dell’amore non sai nulla nè la sua origine nè la sua fine o forma reale, come dell’universo. 

Perché l’amore è una fuga notturna su una slitta instabile nella tundra innevata, e di notte arrivano i lupi. 

Perché l’amore è la mela di Biancaneve irresistibile e avvelenata e solo un bacio speciale può salvarti. 

Michele Cogni 🖋

Il silenzio

_Non è detto che chi tace ascolti.

 Le parole sono equivocabili, il silenzio no.

 È più facile sopravvalutare chi tace che chi parla.

 Chi parla dà,  chi tace prende.

 Mi sono pentita di essere stata zitta,

 meno di aver parlato. 

 I taciturni hanno un grande vantaggio:

 Il silenzio non può essere riportato

 Il silenzio è riposante. 

 C’è  taciturno e taciturno. 

 L’ avaro è taciturno, 

 Il pigro è taciturno, 

 L’ egoista è taciturno. 

Alda Merini 

Ph Tina Modotti 

La pioggia…

_Ascoltavo la pioggia

domandare al silenzio

quale fragile ardore

sillabava e moriva.

L’ infinito tendeva

ori e stralci di rosso

profumando le pietre 

di strade lontane.

Mi abitavano i sogni

odorosi di muschio

quando il fiume impetuoso

scompigliava l’ oceano.

Ascoltavo la pioggia 

domandare al silenzio

quanti nastri di strade 

annodavano il cuore.

E la pioggia cadeva

asciugandosi al vento

sopra tetti spiventi

di desolati paesi.

Alda Merini 

La notte…

Amo la notte –
i suoi colori immersi nella nebbia,
il vociare indistinto
e squassante del silenzio,
i suoi occhi sfavillanti e liquidi,
e le sue mani che sanno di vino e cartocci di frutti di mare da godere.
Amo la notte –
le corte sottane
e le calze a rete e le giarrettiere;
e i trucchi pesanti
e le anime perse.
Amo la notte –
e i gatti che ti taglian la strada.
E lentamente se ne va la notte
e s’ asside l’alba !
Ma io…
Amo la notte

Massimo Baldi 

Photo: Alberto Zamboni

La pioggia

Verrà la pioggia! – lui mi disse.
Come può piovere, se il cielo non ha nubi ?- io risposi.
Non passò un attimo…ecco il primo tuono,
pochi minuti dopo il temporale.
Accoccolati sotto la veranda,
giorno dopo giorno,
lui mi insegnò ad amar la pioggia…
E’ un dono che il cielo fa alla terra, mi diceva,
e mi insegnava ad ascoltarne il suono,
a coglierne i segnali che la presagivano,
il differente canto degli uccelli
ed il tacitarsi di ogni altro animale:
non un latrar di cani,
non un fruscio tra l’erba;
non api e non farfalle…
mute anche le cicale.
E mi insegnò a coglier, nei silenzi,
le armonie melodiche dell’acqua sulle fronde;
e come il mondo intorno sembrava stesse attonito
di fronte a tanta meraviglia:
cantava il cielo nel donarsi al mondo,
così come cantava lui nel suo donarsi a me.
E’ da quel tempo andato che ancora amo la pioggia,
ma qui non ha lo stesso suono armonico:
qui non fa più poesia
se non l’ascolto col cuore ancora li,
a battere all’unisono, sotto quella veranda
ed ogni goccia non fa che riportarmi a lui…
Due cuori che han battuto insieme,
nel tempo insieme batteranno sempre;
e la distanza mai li vedrà lontani,
perchè quell’armonia che un giorno,
da allora, sempre,
li ha tenuti uniti,
uniti sempre li terrà nel tempo.

@Adelaide Signori.